JOHANN ROSSI MASON

Cervello senza limiti

La prima inchiesta italiana sul potenziamento cerebrale.

Cervello senza limiti di Johann Rossi Mason

la prima inchiesta giornalistica italiana sul potenziamento cerebrale, tra storie, aneddoti e tanta ricerca scientifica

Sinossi

Studenti e professori universitari, ma anche manager, piloti, chirurghi; negli ultimi anni l’uso dei nootropici, i farmaci in grado di migliorare le capacità cognitive (e permettere di sostenere i ritmi imposti da un mondo sempre più competitivo), ha subito un impressionante aumento, al punto che negli Stati Uniti il Ritalin è diventato un vero e proprio blockbuster da oltre tre milioni di ricette al mese. C’è chi condanna l’uso di queste sostanze, chi avverte sui pericoli e chi invece sostiene che la società dovrebbe accettarne i benefici, purché sostenuti da ricerche in grado di dimostrarne la sicurezza.

🔸 Hai mai pensato di migliorare le tue capacità cerebrali?
🔹 Hai mai cercato metodi per eliminare la fatica?
 
CERVELLO SENZA LIMITI
Indagine sulla conoscenza di farmaci e sostanze che permettono un miglioramento cerebrale
Pitolisant, sarà il nuovo modafinil?

Pitolisant, sarà il nuovo modafinil?

PLYMOUTH MEETING, Pa. E CHICAGO, PRNewswire / – Harmony Biosciences

L’organo cerebrale umano e’ associato a una firma unica che cambia costantemente nel tempo e puo’ essere rilevata in meno di due minuti. Questo affascinante risultato emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista Science Advances, condotto dagli scienziati della Swiss National Science Foundation (SNSF) e della Scuola Politecnica Federale di Losanna. Il team, guidato da Enrico Amico, ha esaminato le reti e le connessioni all’interno del cervello, in particolare i collegamenti tra le varie aree, allo scopo di ottenere informazioni sui meccanismi alla base delle funzioni cerebrali. “Abbiamo utilizzato le scansioni a risonanza magnetica – spiega l’autore – misurando l’attivita’ cerebrale in un determinato periodo di tempo”. Il gruppo di ricerca ha generato grafici e matrici per rappresentare la variazione dell’attivita’ cerebrale dei partecipanti, tramite una mappa, chiamata connettoma, in grado di ricostruire la rete neurale. “I connettomi – continua Amico – cambiano in base all’attivita’ svolta e alle parti del cervello coinvolte. Gia’ da qualche anno e’ stato dimostrato che questi schemi possono essere associati in modo relativamente semplice a un determinato individuo, noi abbiamo cercato di stabilire il tempo minimo necessario per questa scansione”. Stando ai risultati degli scienziati, basta un minuto e 40 secondi per riconoscere la firma cerebrale e rilevare dati utili. “Le informazioni necessarie per l’elaborazione di un’impronta digitale cerebrale – sottolinea Amico – possono essere ottenute in tempi molto brevi. Il prossimo step sara’ quello di confrontare le impronte digitali cerebrali dei pazienti sani con quelle di persone con morbo di Alzheimer. Sulla base delle scoperte iniziali, direi che le caratteristiche che rendono unica un’impronta digitale cerebrale scompaiano costantemente con il progredire della malattia, e’ come se una persona con demenza iniziasse a perdere la sua identita’ cerebrale”. “Il nostro lavoro – conclude Amico – rappresenta un piccolo passo verso la comprensione di cio’ che rende unico il nostro cervello. Il ritorno pratico delle informazioni che scopriremo e’ praticamente illimitato. Siamo davvero entusiasti di questi risultati preliminari e affascinati dalle prospettive future”.

L’organo cerebrale umano e’ associato a una firma unica che cambia costantemente nel tempo e puo’ essere rilevata in meno di due minuti. Questo affascinante risultato emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista Science Advances, condotto dagli scienziati della Swiss National Science Foundation (SNSF) e della Scuola Politecnica Federale di Losanna. Il team, guidato da Enrico Amico, ha esaminato le reti e le connessioni all’interno del cervello, in particolare i collegamenti tra le varie aree, allo scopo di ottenere informazioni sui meccanismi alla base delle funzioni cerebrali. “Abbiamo utilizzato le scansioni a risonanza magnetica – spiega l’autore – misurando l’attivita’ cerebrale in un determinato periodo di tempo”. Il gruppo di ricerca ha generato grafici e matrici per rappresentare la variazione dell’attivita’ cerebrale dei partecipanti, tramite una mappa, chiamata connettoma, in grado di ricostruire la rete neurale. “I connettomi – continua Amico – cambiano in base all’attivita’ svolta e alle parti del cervello coinvolte. Gia’ da qualche anno e’ stato dimostrato che questi schemi possono essere associati in modo relativamente semplice a un determinato individuo, noi abbiamo cercato di stabilire il tempo minimo necessario per questa scansione”. Stando ai risultati degli scienziati, basta un minuto e 40 secondi per riconoscere la firma cerebrale e rilevare dati utili. “Le informazioni necessarie per l’elaborazione di un’impronta digitale cerebrale – sottolinea Amico – possono essere ottenute in tempi molto brevi. Il prossimo step sara’ quello di confrontare le impronte digitali cerebrali dei pazienti sani con quelle di persone con morbo di Alzheimer. Sulla base delle scoperte iniziali, direi che le caratteristiche che rendono unica un’impronta digitale cerebrale scompaiano costantemente con il progredire della malattia, e’ come se una persona con demenza iniziasse a perdere la sua identita’ cerebrale”. “Il nostro lavoro – conclude Amico – rappresenta un piccolo passo verso la comprensione di cio’ che rende unico il nostro cervello. Il ritorno pratico delle informazioni che scopriremo e’ praticamente illimitato. Siamo davvero entusiasti di questi risultati preliminari e affascinati dalle prospettive future”.

Lettera 22 Lab - 8 Maggio 2019

Johann Rossi Mason

Di madre italiana e padre americano ha radici che affondano ai 4 angoli del mondo. Curiosa, e irrequieta è giornalista medico scientifico, ex conduttrice tv e autrice di libri di divulgazione. 

Specializzata in neuroscienze, psichiatria e psicologia sociale ha iniziato nel 1990 la carriera giornalistica e ha collaborato per 18 anni con La Repubblica e il Gruppo L’Espresso. Ama i cavalli, le peonie e la cancelleria. Vive a Roma con la figlia, un cane e due gatti. Il suo hashtag è #masonimpossible.