Sette ore di sonno per evitare la demenza (non di meno, né di più)

During 100 000 person-years of follow-up in this pooled cohort study of 28 756 individuals, global cognitive function in individuals with extreme sleep duration (≤4 or ≥10 hours per night) declined statistically significantly faster than in the reference group (7 hours per night) after adjusting for covariates. An inverted U-shaped association between sleep duration and global cognitive decline was also observed.

La demenza si sconfigge con l’istruzione da bambini, e non solo

Nel suo rapporto del 2017, The Lancet Commission on Dementia Prevention, Intervention, and Care ha identificato 9 fattori di rischio prevenibili per la demenza: istruzione scarsa o nulla, ipertensione, problemi di udito non trattati, fumo, obesità, depressione, inattività fisica, diabete contatto. Da allora, la commissione ha riferito che le prove emergenti indicano altri 3 fattori.

ANCHE LA PERSONALITA’ ESPONE (O MENO) AL RISCHIO DI DEMENZA

La demenza è una delle condizioni dell’età anziana più temute, quella che si porta via identità e autonomia delle persone. Riconosce molteplici fattori causali a cui si aggiungono continuamente nuovi tasselli. Dopo aver documentato l’influenza di alcuni geni, una recentissima ricerca pubblicata sul Journal of The American Geriatrics Society ha individuato una fattore predisponente nei.

Demenza precoce e Alzheimer: aumento dei 373% tra i giovani adulti

Sono numeri da brivido quelli diffusi dal rapporto della Croce Blu Americana (BCBSA, un’azienda di assicurazioni privata)The Health of America Report che segnala un aumento del 200% delle diagnosi di demenza ad esordio precoce e Alzheimer nei cittadini tra 30 e 64 anni. L’età media di insorgenza sarebbe 49 anni con una prevalenza del sesso.

Agire sull’infiammazione per fermare il declino cognitivo

Potrebbe essere un farmaco la risposta all’invecchiamento cerebrale. Ne sono convinti i ricercatori di Berkley in California guidati da Daniela Kanfer docente di biologia e autrice senior dello studio apparso su Science Translational Medicine.  Dopo aver ricevuto un farmaco, un gruppo di topi anziani mostrava minori segni di infiammazione cerebrale e una capacità di apprendere.

CERVELLO SOTTO ATTACCIO: INQUINAMENTO ATMOSFERICO INDAGATO COME FATTORE DI RISCHIO PER LA DEMENZA

L’aria inquinata delle metropoli è ormai riconosciuta come fattore di rischio per molte patologie e un’esposizione prolungata avrebbe effetti anche sul cervello.  Mentre alcune ricerche hanno evidenziato gli effetti sul quoziente intellettivo dei bambini, oggi gli scienziati hanno stabilito che le sostanze cliniche e tossiche che aleggiano nell’aria sono un fattore di rischio per l’insorgenza.