Agire sull’infiammazione per fermare il declino cognitivo

Potrebbe essere un farmaco la risposta all’invecchiamento cerebrale. Ne sono convinti i ricercatori di Berkley in California guidati da Daniela Kanfer docente di biologia e autrice senior dello studio apparso su Science Translational Medicine.  Dopo aver ricevuto un farmaco, un gruppo di topi anziani mostrava minori segni di infiammazione cerebrale e una capacità di apprendere.

E’ NELLE PAUSE CHE SI PERFEZIONA L’APPRENDIMENTO

Secondo uno studio del National Institute of Health sarebbero proprio le pause nello studio, i momenti in cui si perfeziona il processo di apprendimento del cervello e anche piccole pause di 10 secondi sarebbero funzionali. Quelli che erano considerati ‘tempi morti’, pesi, inutili, sono ora considerati preziosi, indispensabili, magici. Un nuovo studio dell’NIH ha suggerito.

ANCHE UNA SOLA NOTTE IN BIANCO PUO’ INFLUENZARE MENTE E CORPO

Dormire è un bisogno fisiologico fondamentale, attività durante la quale il cervello non è inattivo, tutt’altro. Durante il riposo infatti si attivano una serie di meccanismi di ripristino, salvataggio dei dati che devono entrare a far parte della memoria a lungo termine, pulizia dei ricordi superflui.  La carenza cronica di sonno è nota essere un.