PASSI AVANTI NELLA COMPRENSIONE DELLE MALATTIE DELLO SVILUPPO CEREBRALE

Uno studio dell’Istituto di genetica e biofisica “Adriano Buzzati Traverso” del Cnr ha individuato nelle alterazioni del gene KDM5C il punto di contatto che accomuna varie patologie del neurosviluppo – dall’autismo all’epilessia – aprendo la strada a un possibile intervento farmacologico. La ricerca, finanziata da Fondazione Telethon, è stata pubblicata su “Human Molecular Genetics” Le malattie.

CERVELLO E OBESITÀ DONNE SFAVORITE RISPETTO AGLI UOMINI

Studio pubblicato su Aging mostra le differenze specifiche legate al genere nel rapporto tra indice di massa corporea, metabolismo e connettività cerebrale: le donne ingrassano con meccanismi cerebrali diversi dagli uomini Milano, 7 novembre 2019 – Soltanto nei soggetti di sesso femminile un elevato indice di massa corporea (BMI) è associato a un aumento del metabolismo cerebrale nella.

SCOPERTO UN NUOVO MODO DI REGOLAZIONE DELLA NASCITA DELLE SINAPSI

È legato al ruolo della proteina tetraspannina 5 (TSPAN5) che fornisce una piattaforma per la connessione fra neuroni. Lo studio dei ricercatori dell’Istituto di neuroscienze del Cnr è pubblicato su Cell Reports Le sinapsi sono il punto di collegamento fra i neuroni nel cervello umano e rappresentano la componente fondamentale per la creazione delle memorie e.

SCOPERTO UN NUOVO MECCANISMO DELLA NASCITA DELLE SINAPSI

È legato al ruolo della proteina tetraspannina 5 (TSPAN5) che fornisce una piattaforma per la connessione fra neuroni. Lo studio dei ricercatori dell’Istituto di neuroscienze del Cnr è pubblicato su Cell Reports Le sinapsi sono il punto di collegamento fra i neuroni nel cervello umano e rappresentano la componente fondamentale per la creazione delle memorie e.

ALZHEIMER, AUMENTANO I CASI TRA I GIOVANI

Siamo abituati a pensare all’Alzheimer come ad una malattia dell’età anziana con un esordio che si conclama oltre i 65 anni. La cattiva notizia è però che sempre più di frequente si manifesti prima: il 5-10% di tutti i casi riguarda persone al di sotto dei 65 anni; con la possibilità, in casi di malattia.

NON CHIAMATELE SMART DRUGS: SONO SOSTANZE PSICOATTIVE E PERICOLOSE

Con quel nome ‘droghe furbe’ sembrano quasi simpatiche, ammiccanti, non poi così pericolose.  L’Office on Drugs and Crime delle Nazioni Unite le divide in diverse categorie: dagli oppioidi ai cannabinoidi sintetici e potentissimi, dagli stimolanti ai sedativi, dalle sostanze che inducono uno stato di dissociazione agli allucinogeni classici come l’LSD.  La diffusione è allarmante? Sembrerebbe.

ANORMALITA’ NEUROLOGICHE E COGNITIVE NEI FUMATORI

Brutte notizie per il miliardo di fumatori nel mondo che oltre ai 101 rischio che corrono di danneggiare organi e apparati (vedi libro 101 motivi per non fumare), oggi vedono aggiungere alla lista problemi neurologici e cognitivi.  Nonostante alcuni usino le sigarette per concentrarsi, i tabagisti hanno un declino cognitivo più rapido dei non fumatori.

MEDITERRANEA: SE SEGUITA CORRETTAMENTE PROTEGGE IL CERVELLO DALLA DEMENZA

E’ il regime alimentare più celebrato e citato al mondo, quello adottato dalle popolazioni che si affacciano sul Mediterraneo e che valso agli italiani il record mondiale di longevità. Ma perché funzioni la dieta mediterranea deve essere seguita con tutti i crismi. Niente ‘pizza e mandolino’: poca carne rossa e pollo (max 2 volte a.

VAMPATE: RISCHI PER CUORE E CERVELLO

La menopausa? Un ‘momento’ inevitabile nella vita delle donne, un momento lungo composto di un pre, un durante, un dopo, con manifestazioni peculiari.  Tra quelle più sgradite e fastidiose ci sono senza dubbio le ‘vampate’ di calore. Sono improvvise, disturbanti, talora imbarazzanti e la loro intensità e frequenza può influenzare profondamente la qualità della vita.

UN CERVELLO TROPPO ATTIVO COLLEGATO AD UNA VITA PIU’ BREVE

Vivace e iperattivo o quieto e rilassato? Una vita più lunga sarebbe collegata a ritmi più lenti senza un’attività neuronale eccessiva. Lo dice una ricerca che ha esaminato post-mortem il cervello di soggetti estremamente longevi e ha messo a confronto i risultati con quelli di persone decedute tra 60 e 70 anni.  Se sino ad.