Il caffè non fa bene al feto, effetti sul comportamento a lungo termine

Una bella tazza di caffè espresso è un piacere irrinunciabile per milioni di persone nel mondo. La bevanda nervina offre molteplici benefici e si contende il podio del mercato con il the. Un nuovo studio però ne ha evidenziato importanti effetti in gravidanza. Il consumo, specie in eccesso, infatti potrebbe avere effetti sul cervello del nascituro e sui percorsi cerebrali che regolano il comportamento, con conseguenze nel corso della vita. La ricerca, condotta al Del Monte Institute of Neuroscience dell’Università di Rochester ha analizzato il cervello di 9 mila bambini tra i 9 e i 10 anni che erano stati esposti a dosi di caffeina nel periodo prenatale.


John Fox, a capo del gruppo di ricerca ha individuato effetti a lungo termine che potrebbero rendere sconsigliabile l’assunzione di caffè in gravidanza (le linee guida suggeriscono in via precauzionale di non superare le due tazze di caffè al giorno). L’UNUR è uno dei 21 centri che hanno collezionato i dati dell’ABCD Study, il più ampio studio a lungo termine sullo sviluppo cerebrale dei bambini. Si sa che il feto non possiede gli enzimi necessari a metabolizzare la caffeina quando ha attraversato la placenta.
Gli studiosi hanno fatto osservato ratei maggiori di disturbi del comportamento, dell’attenzione e iperattività nel gruppo di bambini le cui madri avevano consumato caffeina nel periodo prenatale. studi precedenti avevano evidenziato differenti risultati nei test di intelligenza e un più alto profilo psicopatologico. Nonostante al momento non sia ancora chiaro in quale momento della vita prenatale il caffè agisca sui circuiti cerebrali lasciando la sua impronta, ce ne è abbastanza per consigliare alle donne in attesa una grande moderazione, per evitare quelle alterazioni a carico della materia bianca che agisce da connessione tra le varie regioni e substrato per la trasmissione dei segnali elettrici.
Ne servirà dopo la venuta al mondo del pargolo se mostra l’atteggiamento del nottambulo, ma questa è un’altra storia.

nel mondo, ogni anno, una persona consuma in media circa 4,5 kg di caffè, con differenze molto accentuate: si passa dai quasi 12 kg appannaggio dei finlandesi, ai 2,5 del Portogallo. In Italia, il consumo pro-capite si attesta vicino ai 6 kg annui. Negli USA i cittadini americani superano di poco i 4 kg. Ma in Europa, consumi a go go tra norvegesi (10 kg), islandesi 9 kg), danesi 8,5 kg) e svedesi (8 kg).

Interessante il dato del Brasile. Il Paese sudamericano, oltre ad essere il maggior produttore mondiale di caffè, registra consumi annui  ragguardevoli, con 5.8 kg pro-capite. Nel fanalino di coda di questa classifica a base di caffeina, troviamo Marocco, Malesia, Uruguay, Suriname (0,9 kg), e infine Portorico e Cile (0,4 kg).

In Italia, traducendo i consumi in euro, si stima che gli amanti del caffè espresso sostengano una spesa annua che si attesta intorno ai 250 euro pro-capite. Ne beviamo moltissimi negli oltre 149.000 esercizi commerciali che lo somministrano (bar, ristoranti, ..), ma indubbiamente in casa i consumi sono aumentati notevolmente da quando, oltre 15 anni fa, si aprì l’avvento delle tanto amate macchinette. 

Photo: pixabay

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