Caffè, si grazie, fa vivere più a lungo

La caffeina è lo stimolante cognitivo più consumato al mondo. Fortunatamente non solo stimola il sistema nervoso e determina uno stato di allerta ma i componenti del caffè portano benefici per la salute. Ma quanto se ne può consumare prima che gli effetti avversi superino i benefici? 
Ha tentato di spiegarlo un recente studio, pubblicato sul The New England Journal of Medicine (NEJM), ha esaminato 95 studi eseguendo quella che viene definita 'metanalisi'. Circa 400 milligrammi (o da quattro a cinque tazze di caffè) al giorno sarebbero la dose ideale.

I benefici infatti superano gli aspetti negativi e avrebbe addirittura effetti sulla longevità, il segreto risiede nel suo contenuto di antiossidanti e altre sostanze attive che possono ridurre l'infiammazione sistemica e proteggere dalle malattie come cardiopatie, diabete, ictus e insufficienza renale. 
Ma non è tutto perché la deliziosa bevanda in tazzina contiene anche diverse sostanze che hanno dimostrato di proteggere dal morbo di Alzheimer e dal morbo di Parkinson e per quelli che ne soffrono già sarebbe un ausilio nel controllo dei  movimenti.

Ci sono inoltre solide prove che il caffè è associato a un minor rischio di mortalità, come ha affermato Erikka Loftfield, ricercatore presso il National Cancer Institute.
e alla quale fa eco l'italiano Giuseppe Grosso, assistente professore di nutrizione umana all'Università di Catania che ha dichiarato al New York Times che i benefici del caffè derivano dai polifenoli e dalle loro proprietà antiossidanti.


Mentre un eccesso può portare ad un aumento della frequenza cardiaca, ipertensione, ansia e insonnia. Si tratta di effetti soggettivi, che dipendono dalla tolleranza individuale alla sostanza. 

Gli autori dello studio NEJM ricordano che alcune persone possono consumare quantità maggiori di caffè senza alcun problema, mentre altri si sentono nervosi dopo più di uno. Tuttavia, ci sono alcune cose da considerare quando oridini un espresso o ci si accinge a sorseggiare un americano. Arricchito di latte e zucchero perde qualchebeneficio per la salute. Un’altra cosa da considerare è il modo in cui siprepara il caffè o il tipo di caffè. Il caffè fa bene, come è stato detto, ma le formulazioni istantanee perdono qualche vantaggio, così come la preparazione alla francese o alla turca, possono aumentaresensibilmente i livelli di colesterolo cattivo. Non in maniera cosìsignificativa da essere motivo di preoccupazione per coloro che hanno livelli alti sarebbe consigliabile scegliere un caffè filtrato. Per quanto riguarda le ormai comuni cialde e capsule sembrano offrire gli stessi benefici per la salute dei normali chicchi di caffè macinato. E allora buon caffé. 

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