Cervello più grande? Non sempre è un vantaggio

Un eccesso di cellule nervose e un cervello più grande non sono necessariamente un vantaggio, al contrario potrebbero portare ad uno squilibrio nei circuiti nervosi collegati a disturbi del movimento e del comportamento a lungo termine. 

Sì potrebbe dire che anche in questo caso ‘il troppo stroppia’: durante la vita fetale lo sviluppo cerebrale è regolato da una serie di eventi che devono verificarsi in un certo ordine e che regolano il numero di neuroni creati e le loro connessioni. 

Se anche una sola di queste fasi non si compie correttamente ci possono essere effetti sul comportamento. 

Gli esperti della Rutgers University di Newark (USA) hanno concentrato la loro attenzione su una proteina: si chiama p75NTR implicata nella divisione cellulare. La sua mutazione genetica sembra causare la morte dei neuroni ed avere un collegamento con disturbi neurodegenerativi come autismo e Alzheimer. 

Nonostante  p74NTR non sia tra i geni direttamente collegati allo sviluppo dell’autismo, i ricercatori lo hanno collocato tra quelli fondamentali per lo sviluppo, la funzione e la sopravvivenza cellulare e per il quale il momento in cui si esprime è fondamentale. 

Per verificare il funzionamento sono state usate cavie modificate geneticamente: quelle senza la proteina mostravano un numero di neuroni superiori alla norma che influivano sul ‘cerebellum’ la zona che regola il movimento e alcune funzioni cognitive, e la regione chiave implicata nei disturbi dello spettro autistico.

Altre ricerche avevano già osservato deficit di apprendimento nelle cavie con mutazione del gene. 

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