NON CHIAMATELE SMART DRUGS: SONO SOSTANZE PSICOATTIVE E PERICOLOSE

Con quel nome ‘droghe furbe’ sembrano quasi simpatiche, ammiccanti, non poi così pericolose. 

L’Office on Drugs and Crime delle Nazioni Unite le divide in diverse categorie: dagli oppioidi ai cannabinoidi sintetici e potentissimi, dagli stimolanti ai sedativi, dalle sostanze che inducono uno stato di dissociazione agli allucinogeni classici come l’LSD. 

La diffusione è allarmante? Sembrerebbe di no per fortuna, ma con due bias: il fatto che non tutte le sostanze sono note o catalogate, il problema che i test di laboratorio non sono in grado di individuarle tutte e che molte di quelle appena sintetizzate circolano a lungo prima di essere individuate, analizzate, segnalate e catalogate. 

Secondo il Dipartimento delle Dipendenze di Milano, nel 2015 al primo posto nella diffusione c’era la classica cannabis seguita dalle forme sintetiche (che sino a 10 anni prima non esistevano).

Gli oppioidi sintetici, più potenti dell’eroina, sono responsabili di una epidemia di decessi per overdose negli Stati Uniti ma non nel nostro paese. 

Certo non usate per lo sballo anche l’uso e l’abuso di benzodiazepine è sotto osservazione per aver contribuito ad alcuni decessi in Scozia. 

Pur essendo farmaci sicuri il problema è il poli-uso e consumo concomitante tra droghe farmaci e alcol che possono avere effetti imprevedibili e soprattutto letali. 

E nonostante il sito che state leggendo non si occupi di droghe e sostanze di abuso abbiamo ritenuto importante parlare anche di tutte quelle sostanze illegali che non hanno nulla a che fare con il potenziamento cerebrale. 

Farmaci, sostanze e integratori impiegati per il brai enhancement infatti sono sostanze legali usate in soggetti sani per migliorarne le performance cognitive e non per alterare lo stato di coscienza. Una precisazione estremamente importante che sottende l’uso consapevole. 

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