MEDITERRANEA: SE SEGUITA CORRETTAMENTE PROTEGGE IL CERVELLO DALLA DEMENZA

E’ il regime alimentare più celebrato e citato al mondo, quello adottato dalle popolazioni che si affacciano sul Mediterraneo e che valso agli italiani il record mondiale di longevità. Ma perché funzioni la dieta mediterranea deve essere seguita con tutti i crismi. Niente ‘pizza e mandolino’: poca carne rossa e pollo (max 2 volte a settimana), un consumo moderato/basso di latticini, un moderato apporto di vino e un elevato introito di vegetali, legumi, frutta, cereali e pesce. (come si può vedere pasta, riso e pesce non sono nemmeno menzionati). 

Infine si consigliano dosi generose di grassi insaturi, quelli di olive, semi oleosi e dell’elisir di lunga vita per eccellenza: l’olio extra-vergine di olive.

Oltre agli arcinoti benefici sul sistema cardiovascolare la Mediterranea se adottata regolarmente, ha dimostrato di essere in grado di abbassare il rischio di Alzheimer e proteggere il cervello anziano dal declino cognitivo, con particolare attenzione alla cognizione in generale e alla memoria episodica. 

I suoi effetti sono molteplici e rilevanti: riduce lo stress ossidativo che danneggia i neuroni, riduce il suicidio cellulare e tiene sotto controllo l’accorciamento dei telomeri (uno dei principali indicatori di longevità. 

I vegetali proteggono i telomeri mentre l’azione di contrasto alle temibili demenze è attribuibile ai polifenoli contenuti nell’olio di oliva che diminuiscono il rischio che le proteine si ‘attorciglino’ tra loro formando le tipiche placche e diminuisce l’infiammazione.

Al contrario, una dieta troppo ricca di grassi aumenta un meccanismo a cascata inarrestabile: obesità, che porta a disfunzione metabolica, che porta al diabete e ad uno stato infiammatorio cronico e generalizzato strettamente collegato al declino cognitivo. 

Un eccesso di grassi porta a salute peggiore anche in cavie con l’Alzheimer rispetto al gruppo di topi che seguiva una dieta sana. 

Il motivo: un regime alimentare scorretto e un eccesso di grassi fattore di crescita neuronale (BDNF) e porta ad una inesorabile perdita della preziosa plasticità sinartica. 

Peggio anche per chi segue una dieta ricca di zuccheri con impennate dell’indice glicemico: bevande zuccherate, pasta, riso patatine fritte e arrosto, sono di certo appetitosi ma se consumati regolarmente non sono un buon viatico per mente lucida: infatti favoriscono -tra le altre cose- l’accumulo di una proteina beta-amiloide con il rischio di sviluppare un Alzheimer precoce. Per rimediare potrebbe essere d’aiuto una supplementazione con acidi grassi omega3.

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