Il segreto della longevità? Il cuor contento

Lo conferma nientemeno che una ricerca su Proceedings PNAS che ha messo a fuoco come proprio l’ottimismo sia legato ad una durata di vita estesa.

Vivere oltre gli 85 anni viene considerata una ‘longevità eccezionale’ che è sempre più comune in tutto il mondo. Anni guadagnati a patto che siano vissuti in buona salute. Sarebbe l’ottimismo il fattore chiave, una vera e propria risorsa psicosociale capace di promuovere un invecchiamento ‘resiliente’ e in salute. 

Per giungere a questa conclusione i ricercatori della Boston University School of Medicine guidati da Lewina Lee hanno analizzato i dati del Nurse Health Study di oltre 69 mila donne dei 1429 veterani dal 1976 al 2014. 

Incrociando i vari dati è stato osservato che le donne con alti punteggi nei test che misurano l’ottimismo avevano in media un titolo di studio più alto e minore possibilità di soffrire di diabete e depressione.

Negli uomini oltre a questi vantaggi, si aggiungevano redditi più alti e un consumo di alcol inferiore. 

Entrambi i sessi invece mostravano una maggiore propensione all’attività fisica e a stili di vita più salutari. 

Studi precedenti avevano riscontrato che un atteggiamento positivo nei confronti dell’esistenza riduce il rischio di morte prematura nella mezza e in tarda età. 

La buona salute getterebbe le sue radici in profondità nelle risorse psicologiche e in migliori abitudini di vita, che ovviamente promuovono una migliore salute anche cerebrale. 

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