DECLINO COGNITIVO PIU’ LENTO PER CHI FA MOVIMENTO

E’ stato presentato all’Alzheimer Association International Conference lo studio canadese che ha esaminato la correlazione tra livello di esercizio fisico e declino cognitivo. Un’attività fisica quotidiana intensa (ma anche quelli considerati ‘modesta’) con almeno 8900 passi al giorno ha avuto effetti protettivi significativi sull’invecchiamento cerebrale. 

Il movimento, grazie  al maggiore afflusso di ossigeno al cervello, agirebbe alla stregua di quello che fa la ‘riserva cognitiva’, ossia quel “tesoretto” di neuroni e plasticità che protegge dai sintomi di traumi e malattie neurodegenerative. 

Strategie strutturate di incentivo all movimento nella popolazione potrebbero ritardare in modo efficace sia l’esordio dei sintomi che renderli meno evidenti. 

I ricercatori hanno valutato l’attività fisica prima dell’inizio della ricerca (al basale) di 182 anziani clinicamente normali ai quali è stato chiesto di indossare un contapassi per 7 giorni. 

I partecipanti avevano un’età media di 73 anni e per il 57% erano donne. a tutti sono stati misurati i livelli di proteina beta-amiloide e rischio cardiovascolare. 

Maggiore attività fisica è risultata legata ad un più lento declino cognitivo e minore perdita di materia grigia. 

Nonostante alcuni limiti della ricerca (i volontari avevano in media un livello di scolarità avanzata che potrebbe associare con una buona riserva cognitiva). E nonostante siano necessarie altre ricerche, l’aumento di programmi per incentivare il movimento è una priorità globale e non sono come strumento di contrasto alle malattie neurodegenerative. 

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