E’ NELLE PAUSE CHE SI PERFEZIONA L’APPRENDIMENTO

Secondo uno studio del National Institute of Health sarebbero proprio le pause nello studio, i momenti in cui si perfeziona il processo di apprendimento del cervello e anche piccole pause di 10 secondi sarebbero funzionali. Quelli che erano considerati ‘tempi morti’, pesi, inutili, sono ora considerati preziosi, indispensabili, magici. Un nuovo studio dell’NIH ha suggerito che brevi pause potrebbero rafforzare i ricordi e apprendere in maniera più efficace. E in qualche modo ribalta l’idea che il cervello abbia bisogno di lunghi periodi di riposo per rigenerarsi. Lo avrebbero confermato gli studiosi dopo aver registrato e osservato l’andamento delle onde cerebrali di un gruppo (27) di volontari sani sottoposti ad esercizi di memoria.

Ai volontari sono stati mostrati una serie di numeri su uno schermo che dovevano ricordare e digitare con la mano sinistra per 10 secondi seguiti da pause di 10 secondi per 35 volte.

Come previsto la velocità è progressivamente migliorata e si è stabilizzata all’11ma ripetizione ma la dottoressa Marlene Bustrup si è accorta che l’attività delle onde cerebrali era maggiore durante le pause e non durante l’esecuzione del compito, un’ulteriore valutazione ha permesso di individuare un diverso ritmo di onde Beta correlate ai miglioramenti guadagnati durante le pause.

I cambiamenti nelle onde beta avvenivano nell’emisfero destro e livello dei lobi frontali e panierali che governano, tra le altre cose, il controllo dei movimenti.

Gli studiosi pensavo ad un’applicazione di queste scoperte nell’ambito della riabilitazione dei pazienti con ictus ma più banalmente ci suggerisce di evitare le full immersion di studio e di lavoro, da inframezzare con brevi interruzioni che sembrano dare sollievo e ristoro di neuroni.

Fonte NINDS: Boustrup ei. Al. A rapid form of offline consolidation in skill learning.

March, 28, 2019

Foto: Pixabay

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