ANCHE UNA SOLA NOTTE IN BIANCO PUO’ INFLUENZARE MENTE E CORPO

Dormire è un bisogno fisiologico fondamentale, attività durante la quale il cervello non è inattivo, tutt’altro. Durante il riposo infatti si attivano una serie di meccanismi di ripristino, salvataggio dei dati che devono entrare a far parte della memoria a lungo termine, pulizia dei ricordi superflui. 

La carenza cronica di sonno è nota essere un fattore di rischio per numerosi disturbi e malattie: indebolisce il sistema immunitario, influisce sul metabolismo, favorisce il sovrappeso, danneggia la memoria ed è correlata ad ansia, depressione e rischio di sviluppare la malattia  di Alzheimer. 

Di recente uno studio condotto all’Università della California su un gruppo di giovani adulti sani ha scoperto che anche una sola notte in bianco è in grado di influire sulla regolazione delle emozioni. In condizioni di deprivazione di sonno il campione riportava un aumento del 30% nei livelli di ansia rispetto a quelli che avevano riposato tutta la notte. Ma non solo: il gruppo rimasto sveglio riportava una maggiore attivazione dell’amigdala, la zona del cervello che regola paura e ansia. E in alcuni esperimenti su cavie la carenza di sonno ha mostrato aumentare i livelli di proteina Tau nel cervello, quella correlata alla malattia di Parkinson che in una ricerca sugli umani aumentavano sino al 50% dopo una sola notte insonne. E la perdita cronica di preziose ore di sonno è responsabile di diminuire l’attività di geni che riparano il DNA così come individuato dai ricercatori dell’Università di Hong Kong che hanno esaminato la salute genetica di un gruppo di giovani medici sottoposti a turni prolungati. Il sonno quindi non deve essere considerato un lusso ma un bisogno fondamentale. 

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