LA POVERTA’ INFLUISCE SULLA CRESCITA CEREBRALE

La povertà non ha effetti dannosi solo sulla salute fisica e psicologica ma influisce anche sul cervello. I bambini che erano cresciuti in condizioni di svantaggio socio-economico e poi valutati da adulti mostravano una memoria peggiore dopo i 50 anni rispetto ai soggetti che avevano vissuto in condizioni agiate.

E’ quanto ha sottolineato una ricerca da poco pubblicata sulla rivista PNAS che ha indagato la correlazione tra status socio-economico e salute. Si tratta di un filone di ricerca molto attivo che ha il suo più famoso rappresentate in Micheal Marmot che ha individuato i ‘determinanti di salute’ sociali.

La ricerca ha esaminato i database di oltre 24mila cittadini americani con più di 50 anni ai quali sono state misurate le principali funzioni cognitive ogni due anni dal 2004 al 2015, sottoponendoli a test di memoria. Ebbene quelli cresciuti in famiglie benestanti ottenevano risultati migliori di quelli che da piccoli avevano sperimentato privazioni.

E questo gap negativo rimaneva stabile anche se nel corso della vita avevano risalito la scala sociale approdando ad una buona educazione e a salari adeguati in età adulta.

I ricercatori hanno analizzato quali potessero essere i fattori determinanti che imprimono uno svantaggio a lungo termine e hanno in primo luogo identificato come l’esposizione precoce ad esperienze che potessero arricchire i bambini (come le attività extra-scolastiche) fosse fondamentale. Esperienze ed attività stimolanti sin da piccoli rappresentano un forte ‘vantaggio competitivo’ che esercita i suoi effetti a lungo termine. Inoltre un reddito basso rende impossibile l’accesso alle scuole migliori che a loro volta aprono la strada a carriere più soddisfacenti e impieghi meglio pagati.

Inoltre la povertà è spesso legata alla vita in ambienti degradati dove anche i più piccoli possono essere esposti ad esperienze negative e traumi che peggiorano i risultati scolastici.

Nel mondo oltre 72 milioni di bambini vivono in una condizione di povertà assoluta e non frequentano la scuola o trascorrono la propria infanzia in aree caratterizzate da guerre e conflitti. Si tratta di intere generazioni e popolazioni il cui sviluppo cerebrale e la salute psichica è a rischio di rimanere compromessa. Ma oltre a queste situazioni estreme dobbiamo pensare alle zone anche del nostro Paese dove la povertà non è assoluta ma relativa pur affondando le sue radici nel degrado e nel disagio.

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