CAMBIARE MODO DI PENSARE? PER IL CERVELLO E’ ‘COSTOSO’

C’è un filone di indagini di lungo corso al quale nessuno è ancora riuscito a dare una risposta: la nostra vita è in qualche modo già scritta o abbiamo il controllo del nostro destino? E nel caso, in che quantità queste due opzioni avrebbero un peso?

Certo il destino ? concetti poco scientifici alle orecchie dei neuroscienziati che all’idea di fato preferiscono quella di ‘genetica’.

Se tutto fosse già stabilito in fondo sarebbe più facile: ci risparmieremmo la fatica di costruire le nostre esistenze e faremo fluire il passare del tempo in attesa che le cose accadono. Inoltre se qualcosa andasse male il carico di responsabilità sarebbe infinitamente minore. Ma è davvero così? In realtà i geni sono determinanti sino ad un certo punto e possiamo almeno orientarne il funzionamento con una energica pressione ambientale.

Pensiamo a ballerini con un collo del piede non perfetto che diventano ugualmente delle etolie, o giocatori di calcio bassi che compensano eventuali deficit fisici con il talento e l’esercizio. Ciò che ereditiamo ed è scritto nel patrimonio genetico quindi può essere modellato nel bene o nel male.

Cambiare però è un processo lungo e dispendioso in termini energetici: ecco perché una volta che abbiamo costruito una nostra percezione del mondo e abbiamo attribuito un senso il cervello tende ad ignorare qualsiasi informazione contraria. Ecco perché è così complicato convincere le persone ad abbandonare gli stili di vita nocivi anche quando il cambiamento sarebbe vantaggioso:il nostro cervello mette in atto delle vere resistenze per mantere uno status quo.

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