Traumi infantili aumentsno il rischio di depressione da adulti

Abusi, percosse ma anche la negligenza e la carenza di cure da parte dei genitori sono eventi che possono lasciare il segno nella mente dei bambini. Ora però si è visto che questi segni sono reali, vere e proprie cicatrici nel cervello che aumentano il rischio di sviluppare seri disturbi mentali come la depressione.

Gli scienziati hanno individuato un vero e proprio collegamento tra i cambiamenti della struttura del cervello , esperienze traumatiche nei primi anni di vita e salute mentale scadente in età adulta. “Un collegamento significativo” lo hanno definito dalle pagine di  The Lancet Psychiatry, che porterebbe ad uno sviluppo minore della corteccia insulare, una delle aree responsabile delle emozioni. Gli studiosi si sono concentrati su un fenomeno chiamato ‘cicatrizzazione limbica’ già collegato ad eventi stressanti. Per verificare l’ipotesi di un collegamento sono stati arruolati 110 soggetti ricoverati in ospedale con diagnosi di depressione maggiore, seguiti per i due anni successivi. I pazienti sono quindi stati invitati a compilare un ampio questionario con aree dedicate proprio all’infanzia e ad eventi come abusi sessuali, fisici o psicologici, maltrattamenti e carenza di cure. Successivamente sottoposti a Risonanza  Magnetica, quelli che avevano subito abusi hanno mostrato veri e propri cambiamenti anatomici nella struttura cerebrale. Questo spiegherebbe, come ha dichiarato il Dottor Nils Opel dell’Università di Munster, il fatto che alcuni di essi non rispondono alle terapie convenzionali e sviluppano più frequentemente ricadute della malattia.

Inoltre i maltrattamenti e i traumi durante l’infanzia sono ormai riconosciuti come il più importante fattore di rischio per la depressione maggiore.
(Mediation of the influence of childhood maltreatment on depression relapse by cortical structure: a 2-year longitudinal observational study. The Lancet Psychiatry, 2019; 6 (4): 318 DOI: 10.1016/S2215-0366(19)30044-6)

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