Risvegliare pazienti in stato vegetativo: allo studio stimolazione cerebrale

In Italia ogni anno si contano 250 traumi alla testa ogni 100mila abitanti e 70 mila persone sviluppano un certo grado di disabilità. Le cause sono incidenti stradali o sportivi che possono lasciare conseguenze importanti sino alla diminuzione dell’aspettativa di vita. Una ricerca apparsa su Journal of Neurology Neurosurgery and Psichiatry ha calcolato che su 2000 persone che avevano subito un trauma cranico, il 40% mostrava un aumento del tasso di mortalità entro 13 anni dall’evento, con un picco entro il primo anno. I ricercatori hanno poi osservato un aspetto sorprendente: la mortalità più elevata nel gruppo più giovane (tra i 15 e i 54 anni), in parte attribuibile alla risposta sistemica massiva messa in atto dall’organismo dopo un trauma. Una risposta paradossalmente troppo energica che lascia l’individuo senza difese. Mentre le minori risorse dei soggetti anziani funzionano in maniera più ‘parca’ lasciando da parte energie per fronteggiare ulteriori avversità. Insomma una gestione delle risorse più oculata e saggia da parte del corpo umano.

Il 40% dei 250mila casi di coma sono proprio la conseguenza di un trauma: e se una persona su 3 ne esce senza conseguenze, per altri lo stato di incoscienza può proseguire per giorni, settimane e in alcuni casi oltre i tre mesi, condizione che viene chiamata ‘stato vegetativo persistente’. Nel nostro Paese interessa 3000 persone di cui 700 bambini. Altri ancora mostrano uno stato di ‘coscienza minima’ con lievi e brevi risvegli intermittenti ma senza essere in grado di comunicare. Per questi una recente ricerca ha studiato la possibilità di stimolare il cervello con bassi livelli di elettricità, una tecnica non invasiva  chiamata tCDS (sigla di Transcranial direct current stimulation) di cui si parla anche nel libro ‘Cervello senza limiti’.

Apparsa sulla rivista Brain Injury lo studio ha previsto la stimolazione esterna della corteccia prefrontale, la zona che elabora le più raffinate funzioni cognitive tra cui la coscienza indagata perché potrebbe permettere un risveglio. Nonostante i risultati incoraggianti, gli effetti si sono rivelati temporanei e non è chiaro come renderli permanenti.

(Controlled clinical trial of repeated prefrontal tDCS in patients with chronic minimally conscious stateAurore Thibaut, Sarah Wannez, Anne-Francoise Donneau, Camille Chatelle, Olivia Gosseries, Marie-Aurélie Bruno &  show all
Pages 466-474 | received 17 May 2016. Accepted 16 December 2016. Published online: 19 Mar 2017
https://doi.org/10.1080/02699052.2016.1274776)

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