Sarà possibile curare la perdita di memoria causata dall’ Alzheimer.

È la speranza di un gruppo di ricercatori dell’università di Buffalo che ha tentato un nuovo approccio per invertire il processo di perdita della memoria causato dalla malattia di Alzheimer.
Per comprenderlo va ricordato che questa malattia neurodegenerativa è causata da fattori genetici, ambientali a cui si aggiunge l’invecchiamento. Questi elementi possono agire insieme nell’attivare o silenziare i geni che determinano la malattia. L’epigenetica, questo il nome della disciplina, studia i cambiamenti nel modo in cui i geni si esprimono sotto l’azione di fattori ambientali (alimenti, ?), fumo, stress, ecc. Il declino cognitivo è determinato principalmente dalla perdita dei recettori per il glutammato, che hanno un ruolo fondamentale sia nell’apprendimento che nella memoria a breve termine. 
I ricercatori hanno scoperto che la perdita di questi ricettori è causato da un processo epigenetico chiamato ‘modificazione dell’istante repressivo’ altamente rappresenta nei soggetti con Alzheimer. Un target su cui provare ad intervenire. Hanno quindi isolato un gruppo di cavie portatrici di una mutazione genetica che causa una forma di Alzheimer familiare e hanno iniettato loro sostanze che inibiscono l’enzima che controlla la ‘modificazione dell’istone’. 
I topi che hanno ricevuto la sostanza hanno mostrato un miglioramento delle funzioni cognitive e delle memorie di riconoscimento, di lavoro e spaziale, con effetti durati nella settimana successiva all’intervento. 
L’intuizione è stata quindi confermata anche se serviranno nuove ricerche prima che sia possibile verificarle sull’uomo.
(Inhibition of EHMT1/2 rescues synaptic and cognitive functions for Alzheimer’s disease

Yan Zheng Aiyi Liu Zi-Jun Wang Qing Cao Wei Wang Lin Lin Kaijie MaFreddy Zhang Jing Wei Emmanuel Matas … Show moreBrain, Volume 142, Issue 3, March 2019, Pages 787–807, https://doi.org/10.1093/brain/awy354)

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